Saturazione virtuale della rete elettrica: le nuove regole di connessione per IPP e utility scale
Se gestisci un portafoglio di progetti rinnovabili in Italia, probabilmente conosci già quella sensazione in data room: quante di quelle centinaia di MW in pipeline diventeranno davvero impianti, e quante restano lì solo perché nessuno le ha ancora ritirate ufficialmente?
Fino all'8 settembre 2026, quella domanda non aveva conseguenze dirette sulla capacità di rete assegnata: bastava aver presentato la richiesta per primi per mantenere la posizione, indipendentemente dallo stato reale di avanzamento. Da oggi non è più così, e per chi fa sviluppo o M&A su asset rinnovabili è un cambiamento che va metabolizzato in fretta.
Da una logica di prenotazione a una logica di merito
Il decreto attuativo firmato dal Ministro Pichetto dà attuazione all'articolo 7 del decreto Bollette (DL 20 febbraio 2026, n. 21, convertito con modificazioni dalla Legge 10 aprile 2026, n. 49) e sostituisce il criterio First Come, First Served con il principio First Permitted, First Connected.
La capacità di rete non viene più assegnata in base a quando è stata depositata la domanda, ma in base a quando il progetto ottiene davvero il titolo autorizzativo. Per un settore dove le richieste di connessione in alta e altissima tensione hanno superato i 314 GW — a cui si aggiungono 289 GW di accumuli — è un cambio di regole che riscrive silenziosamente il valore di ogni posizione in coda.
Cosa significa per la tua pipeline
La conseguenza immediata è che una posizione "storica" in coda non vale più nulla di per sé. Se nel tuo portafoglio ci sono progetti fermi da tempo per ragioni finanziarie, autorizzative o di site control incerto, quella posizione non ti protegge più: la capacità viene comunque riassegnata a chi, nella stessa Microzona, arriva prima all'autorizzazione.
Vale la pena fare una revisione della pipeline con un criterio diverso da quello usato finora:
- progetti con iter autorizzativo realisticamente vicino alla chiusura, da accelerare;
- progetti bloccati su questioni note (permitting, opposizioni locali, site control debole), da rivalutare senza sentimentalismi;
- nuovi sviluppi, da impostare fin dall'inizio pensando alla velocità di autorizzazione come variabile competitiva, non solo come requisito normativo.
Microzone e Open Season: il nuovo calendario da presidiare
Terna dovrà suddividere la rete in Microzone della Rete Trasmittente Nazionale, mappando dove si concentrano davvero i colli di bottiglia tecnici, e per ciascuna stabilire la capacità massima accoglibile, mantenendo comunque una soglia pari ad almeno il 150% degli obiettivi 2030 per rinnovabili e accumuli, al netto della quota gestita dai distributori.
Questi dati confluiranno in un'Offerta pubblica di punti di connessione — stazioni, sezioni, stalli — aggiornata almeno ogni tre mesi attraverso l'Open Season sul Portale Terna.
Per chi gestisce sviluppo o origination, questo significa un calendario nuovo da presidiare in modo sistematico: ogni finestra trimestrale ridefinisce quanta capacità è realmente disponibile in una data zona, e arrivare preparati alla finestra giusta — con un progetto già maturo dal punto di vista autorizzativo — vale più che aver presentato una domanda mesi prima in un contesto dove quella priorità non esiste più.
Il Benestare tecnico diventa la vera linea del traguardo
Il percorso operativo si articola in tre fasi:
- selezione della soluzione di connessione durante l'Open Season con rilascio di un'attestazione iniziale;
- Benestare tecnico di Terna sul progetto di connessione, da cui partono i termini per la domanda di autorizzazione;
- assegnazione della Riserva di capacità definitiva al momento dell'ottenimento del titolo autorizzativo, comunicato tempestivamente a Terna, in base all'ordine cronologico delle comunicazioni ricevute.
In pratica, il tempo che intercorre tra il Benestare tecnico e l'ottenimento dell'autorizzazione diventa la variabile che decide chi si aggiudica la capacità in una Microzona contesa. Non è più una questione di quando hai iniziato, ma di quanto sei efficiente nel chiudere.
Fonti: https://www.mase.gov.it/portale/-/energia-pichetto-firma-decreto-contro-saturazione-virtuale-rete, https://www.rinnovabili.it/energia/infrastrutture/saturazione-virtuale-della-rete-firma-decreto-ministeriale/
Perché un EPC affidabile pesa di più in questo scenario
In un sistema che premia la velocità — prima nell'ottenere l'autorizzazione, poi nel portare a termine la costruzione senza intoppi — il partner che scegli per la fase realizzativa incide direttamente sulla tua capacità di rispettare i tempi che il decreto ora rende decisivi.
Come EPC specializzato in impianti fotovoltaici utility scale, seguiamo i progetti dalla progettazione esecutiva alla messa in esercizio, con l'obiettivo di ridurre proprio quei margini di incertezza — ritardi in cantiere, criticità di fornitura, non conformità in fase di collaudo — che possono compromettere una Riserva di capacità già assegnata.
Se stai valutando come strutturare l'esecuzione della tua pipeline italiana alla luce di queste nuove regole, possiamo confrontarci su cosa ha senso presidiare per primo.
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