Fotovoltaico industriale in crescita, il domestico rallenta: cosa dicono i dati Terna
Per la prima volta in oltre vent'anni, le installazioni fotovoltaiche globali sono attese in calo nel 2026: lo scenario intermedio del Global Solar Market Outlook di SolarPower Europe stima circa 612 GW di nuova capacità, una contrazione dell'8%. Il responsabile principale è la Cina, che dopo aver installato 382 GW nel 2025 — il 57% del mercato mondiale — è attesa in calo del 24% per effetto di cambiamenti normativi interni.
In questo scenario globale in frenata, l'Italia si muove in controtendenza sul piano complessivo, ma con una spaccatura interna che vale la pena raccontare: cresce tutto, tranne il residenziale.
I numeri del primo semestre 2026
Al 30 giugno 2026 risultano connessi in Italia 2.255.654 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 46.606 MW. Nei primi sei mesi dell'anno sono stati collegati 3.093 MW di nuova potenza, corrispondenti a 89.173 nuovi impianti, secondo l'analisi di Italia Solare basata sui dati Terna.
Scomponendo il dato per segmento, la fotografia cambia in modo netto:
- Il residenziale è sceso da 725 a 556 MW rispetto al primo semestre 2025, una contrazione del 23%
- Il segmento Commerciale e Industriale è invece cresciuto da 946 a 1.154 MW, pari a un +22%
- L'utility scale, cioè le grandi centrali, è passato da 1.137 a 1.383 MW, anch'esso in crescita del 22%
Il risultato è un mercato sempre più concentrato sugli impianti di taglia media e grande, dove la crescita di C&I e utility scale compensa il calo del residenziale — un ridimensionamento che, secondo Italia Solare, non va comunque sottovalutato.
Il residenziale rallenta anche nel numero di impianti, non solo nella potenza
Il dato si conferma guardando anche da un'altra angolazione. Nel primo semestre 2026 la nuova potenza fotovoltaica connessa in Italia ha toccato 3,1 GW, il 12% in più rispetto ai 2,8 GW dello stesso periodo 2025 — ma il numero di nuovi impianti allacciati è sceso del 27%, segno che il mercato si sposta verso installazioni sempre più grandi e meno numerose. Per la sola taglia domestica risultano connessi 507 MW nei primi sei mesi, in calo del 19%, con giugno 2026 che segna il valore mensile più basso dall'inizio dell'anno — un dato che non si vedeva dal gennaio 2022.
Perché il residenziale rallenta: non è un problema tecnologico
Vale la pena chiarire un equivoco: il rallentamento non nasce da un limite della tecnologia. Nel 2025 gli impianti sotto i 20 kW — quelli tipici delle abitazioni private — avevano già registrato un calo del 30% rispetto all'anno precedente, nonostante il fotovoltaico sia ormai una soluzione matura, efficiente e sempre più accessibile sul piano economico. Diversi operatori del settore individuano nella percezione — falsi miti su costi, tempi di rientro, complessità burocratica — un ostacolo più rilevante della tecnologia stessa. A questo si somma un contesto normativo che negli ultimi mesi ha visto ritardi e incertezze su più fronti, dai tempi di attuazione di alcune misure agevolative alla lentezza di certi iter autorizzativi, elementi che scoraggiano soprattutto chi valuta un investimento di piccola taglia senza il supporto di un partner tecnico esperto.
Dove cresce di più il fotovoltaico in Italia
Guardando alla distribuzione regionale della nuova potenza connessa nel primo semestre, la Lombardia guida la classifica con 470 MW, seguita a brevissima distanza dalla Sicilia con 469 MW. Completano la top 7 il Veneto con 306 MW, l'Emilia-Romagna con 305 MW, il Piemonte con 286 MW, la Puglia con 218 MW e il Lazio con 215 MW.
Un dato interessante: alcune di queste regioni — Sicilia in testa — spingono soprattutto grazie a impianti di grande taglia, mentre altre, come Lombardia e Veneto, mantengono un mix più equilibrato tra residenziale e industriale.
Cosa significa, in pratica, per chi valuta un impianto oggi
Il rallentamento del residenziale non riflette una minore convenienza dell'investimento. Per il 2026 le aliquote del bonus fotovoltaico restano quelle del 2025, dopo che la Legge di Bilancio ha scongiurato la riduzione inizialmente prevista: resta quindi possibile recuperare fino al 50% dell'investimento tramite detrazione IRPEF per la prima casa. In altre parole, chi sta rimandando la decisione non lo fa per mancanza di incentivi, ma più spesso per informazioni incomplete o timore di complessità che, con un partner tecnico strutturato, si gestiscono in modo lineare.
Per chi possiede un capannone, un'attività commerciale o un terreno idoneo, invece, i dati raccontano un momento particolarmente favorevole: il segmento C&I e quello utility scale stanno assorbendo la crescita che il residenziale, per ora, non riesce a sostenere.
Se stai valutando se il momento sia giusto per installare un impianto fotovoltaico, un confronto con un nostro consulente tecnico ti aiuta a capire la convenienza reale nella tua situazione specifica, al di là delle tendenze generali di mercato.
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