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23 Settembre 2026

Bologna, 300 mila euro per il fotovoltaico e l’autoproduzione di energia nelle imprese

La Camera di Commercio di Bologna ha pubblicato il bando 2026 per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica delle imprese. La misura mette a disposizione un fondo complessivo di 300.000 euro e punta a favorire gli investimenti delle imprese del territorio nella produzione di energia rinnovabile destinata principalmente all’autoconsumo.

Il bando finanzia in particolare l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici e/o micro e minieolici, anche abbinati a sistemi di accumulo, presso le sedi aziendali o le relative pertinenze. Tra le novità dell'edizione 2026 rientrano inoltre i collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e gli impianti di microcogenerazione, purché tali interventi siano indicati nella diagnosi energetica.

A chi è rivolto il bando

Possono accedere alla misura le micro, piccole e medie imprese (MPMI) di qualunque settore economico, purché abbiano la sede legale e/o un'unità locale operativa nel territorio della città metropolitana di Bologna e siano iscritte al Registro delle Imprese/REA della Camera di Commercio di Bologna.

Tra i requisiti previsti dal bando, l'impresa deve inoltre:

  • essere attiva presso la sede o unità locale interessata dall'investimento;
  • avere un contratto di fornitura di energia elettrica per usi non domestici, con relativo POD collegato al sito nel quale sarà realizzato l'impianto;
  • essere in regola con il pagamento del diritto annuale alla Camera di Commercio di Bologna;
  • essere in regola con la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • non trovarsi in procedure concorsuali o in stato di difficoltà;
  • non aver richiesto o ricevuto altri aiuti pubblici per le medesime spese ammissibili.

Sono esclusi, tra gli altri, i soggetti appartenenti al settore della pesca e dell'acquacoltura e le imprese la cui attività prevalente rientra in specifici codici ATECO relativi alla produzione di energia, alle attività immobiliari e alle lotterie, scommesse e case da gioco.

Un'ulteriore limitazione riguarda le imprese che hanno già beneficiato dei contributi camerali per impianti fotovoltaici e/o eolici negli anni 2023, 2024 e 2025: queste non possono presentare domanda sul bando 2026. La stessa esclusione riguarda le imprese che abbiano sede, unità locale o POD coincidenti con quelli di un'altra impresa già beneficiaria dei precedenti bandi.

Quanto vale il contributo

Il contributo è concesso a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili.

Il limite massimo è fissato a 20.000 euro per impresa, mentre non sono ammesse domande con costi complessivi inferiori a 8.000 euro. Ogni impresa può presentare una sola domanda, anche nel caso disponga di più unità locali nel territorio metropolitano di Bologna.

Con queste condizioni, ad esempio, un investimento ammissibile di 20.000 euro potrebbe beneficiare di un contributo di 10.000 euro, mentre un investimento di 40.000 euro raggiungerebbe il massimale di 20.000 euro.

Quali interventi sono finanziabili

Il cuore della misura riguarda gli investimenti per la produzione di energia destinata prevalentemente all'autoconsumo aziendale.

Sono ammissibili le spese, al netto dell'IVA, sostenute dal 1° gennaio 2026 fino alla data di presentazione della domanda, oppure quelle che l'impresa prevede di sostenere entro il 30 settembre 2027, purché documentate attraverso preventivi o contratti già stipulati.

In particolare, il bando finanzia:

  • fornitura e installazione di nuovi impianti fotovoltaici;
  • impianti micro e minieolici;
  • costi accessori per trasporto, installazione e oneri della sicurezza;
  • sistemi di accumulo direttamente collegati all'impianto di produzione;
  • spese tecniche, tra cui progettazione, direzione lavori, collaudo e diagnosi energetica;
  • collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • impianti di microcogenerazione in sostituzione delle caldaie tradizionali.

Per fotovoltaico ed eolico, il bando stabilisce però una condizione precisa: l'impianto deve essere destinato prevalentemente all'autoconsumo, definito come un autoconsumo su base annua di almeno il 70% dell'energia prodotta.

Per i sistemi di accumulo è previsto un limite: la relativa spesa è ammissibile fino al 20% delle spese sostenute per l'impianto fotovoltaico o eolico. Anche le spese tecniche sono ammissibili entro il limite del 20% delle spese relative agli interventi principali.

I collettori solari termici e gli impianti di microcogenerazione possono invece essere finanziati solo quando il loro intervento è espressamente indicato nella diagnosi energetica.

Un requisito importante: la diagnosi energetica

Per l'accesso al contributo assume un ruolo centrale la diagnosi energetica, che deve essere redatta da un tecnico abilitato secondo la norma UNI CEI EN 16247.

La diagnosi deve evidenziare i consumi pregressi dell'impresa, le misure di efficientamento suggerite e, per l'impianto fotovoltaico, il dimensionamento ottimale rispetto alle esigenze di autoconsumo del sito aziendale.

Per le nuove attività o l'apertura di nuove unità locali sono previste specifiche modalità alternative, con documentazione relativa all'edificio e un'analisi prospettica dei consumi e della produzione energetica attesa.

Anche il fornitore/installatore dell'impianto deve rispettare specifici requisiti. Per gli impianti fotovoltaici, il bando richiede le abilitazioni previste dal DM 37/08 e le qualifiche FER previste dalla normativa applicabile.

Dove deve essere installato l'impianto

L'impianto, così come l'eventuale sistema di accumulo, i collettori solari e l'impianto di microcogenerazione, deve essere installato presso un immobile o una pertinenza utilizzata dall'impresa.

L'immobile deve essere di proprietà dell'impresa oppure nella sua disponibilità attraverso un contratto con una durata residua almeno pari al periodo di stabilità previsto dal bando. Nel caso di immobile non di proprietà è inoltre necessaria l'autorizzazione del proprietario all'installazione.

L'impresa beneficiaria dovrà mantenere la sede legale e/o operativa nell'area metropolitana di Bologna per almeno tre anni dalla data di erogazione del contributo e, nello stesso periodo, non potrà alienare i beni oggetto dell'investimento. La violazione di questi obblighi può comportare la revoca del contributo.

Le spese che non possono essere finanziate

Il bando esclude diverse tipologie di costi. Tra queste figurano:

  • interventi realizzati in economia;
  • acquisto diretto di materiali da parte dell'impresa per la realizzazione delle opere;
  • beni usati;
  • beni acquisiti in leasing;
  • imposte e tasse;
  • materiali di consumo;
  • manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • canoni di manutenzione e assistenza;
  • interessi e oneri finanziari;
  • spese per la presentazione della domanda e per la rendicontazione.

Non sono inoltre ammesse le spese fatturate da soci, amministratori, dipendenti e soggetti a essi collegati nei casi indicati dal bando, né quelle provenienti da imprese collegate o controllate secondo le condizioni previste dal regolamento.

Domande dal 21 settembre al 12 ottobre 2026

La finestra per presentare le richieste è già aperta.

Le domande possono essere inviate dalle ore 11:00 del 21 settembre 2026 alle ore 13:00 del 12 ottobre 2026, esclusivamente online attraverso la piattaforma Restart di Infocamere e con firma digitale del titolare o del legale rappresentante. Non sono ammesse altre modalità di trasmissione.

La pratica deve comprendere, tra l'altro:

  • il modulo di richiesta generato dalla piattaforma Restart;
  • il modulo delle dichiarazioni sostitutive;
  • le fatture relative alle spese già sostenute;
  • i preventivi relativi alle spese ancora da sostenere;
  • la diagnosi energetica;
  • la documentazione richiesta dal bando in relazione all'intervento.

È inoltre necessario indicare una PEC quale domicilio digitale per le comunicazioni relative alla domanda.

La presentazione della domanda richiede il pagamento dell'imposta di bollo di 16 euro, da assolvere in modalità virtuale attraverso PagoPA.

Come vengono assegnati i 300 mila euro

Il bando prevede una procedura a sportello, ma con una priorità per alcune categorie di imprese.

Vengono infatti considerate prioritariamente le domande ammissibili presentate da:

  • imprese femminili;
  • imprese giovanili;
  • imprese in possesso del rating di legalità;
  • imprese in possesso della certificazione della parità di genere.

All'interno di queste categorie, le domande vengono considerate secondo l'ordine cronologico di arrivo sulla piattaforma Restart. Solo dopo aver soddisfatto le richieste prioritarie, in presenza di risorse residue, si procede con le altre imprese ammissibili, sempre in ordine cronologico.

Per impresa giovanile il bando considera, tra gli altri casi, le imprese nelle quali la maggioranza delle quote è detenuta da persone con meno di 35 anni, le cooperative con maggioranza di soci under 35 e le imprese individuali gestite da soggetti under 35.

La graduatoria dovrebbe essere approvata entro 90 giorni dalla chiusura del bando.

Rendicontazione entro il 30 settembre 2027

L'ammissione al contributo non comporta l'erogazione immediata delle somme. Il contributo viene liquidato dopo la realizzazione dell'investimento e la verifica della relativa rendicontazione.

La rendicontazione dovrà essere trasmessa entro il 30 settembre 2027, sempre attraverso la piattaforma Restart. Tra i documenti richiesti figurano fatture, prove dei pagamenti, dossier fotografico, relazione finale firmata da un tecnico abilitato, certificato di collaudo e dichiarazione di conformità dell'impianto.

Un aspetto particolarmente importante riguarda l'importo effettivamente rendicontato: le spese ammissibili dovranno essere almeno pari al 70% delle spese ammesse e comunque non inferiori a 8.000 euro. In caso contrario, si può perdere il diritto al contributo. Se invece le spese rendicontate sono inferiori a quanto necessario per ottenere integralmente il contributo assegnato, l'importo erogabile viene ridotto proporzionalmente secondo le regole previste dal bando.

In sintesi: le date da ricordare

Dotazione300.000 euro
Beneficiarimicro, piccole e medie imprese con sede legale e/o unità locale operativa nella città metropolitana di Bologna
Contributo50% delle spese ammissibili
Contributo massimo20.000 euro per impresa
Investimento minimo8.000 euro
Spese ammissibilidal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2027, secondo le condizioni previste dal bando
Autoconsumo minimo70% dell'energia prodotta su base annua
Domandedalle ore 11:00 del 21 settembre alle ore 13:00 del 12 ottobre 2026
PiattaformaRestart di Infocamere
Rendicontazioneentro il 30 settembre 2027
Prioritàimprese femminili e giovanili, imprese con rating di legalità e imprese con certificazione della parità di genere.

Il bando rappresenta quindi un'opportunità per le MPMI bolognesi che intendono investire nell'autoproduzione di energia, con un sostegno che non si limita al solo fotovoltaico ma comprende anche micro e minieolico, accumulo e, alle condizioni stabilite dalla diagnosi energetica, solare termico e microcogenerazione.

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