Saturazione virtuale della rete elettrica: cosa cambia con il decreto firmato da Pichetto
Chi negli ultimi anni ha provato a connettere un impianto fotovoltaico di taglia industriale alla rete elettrica nazionale conosce bene la sensazione: la capacità disponibile sembra sempre "già presa", anche in zone dove di impianti reali se ne vedono pochi.
Dall'8 settembre 2026 questo problema ha una risposta normativa concreta: il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto ha firmato il decreto attuativo che riscrive le regole con cui Terna assegna la capacità di rete, intervenendo su un fenomeno che gli addetti ai lavori chiamano saturazione virtuale.
Perché la rete sembra piena anche quando non lo è
Il problema nasce da uno squilibrio tutto burocratico. Presentare una domanda di connessione costa relativamente poco; portare un progetto fino in fondo — trovare i finanziamenti, ottenere le autorizzazioni, superare le opposizioni locali — è tutta un'altra storia.
Il risultato è che per ogni impianto che verrà davvero costruito, ce ne sono diversi che restano sulla carta ma continuano a "occupare" virtualmente la rete: finché una domanda non viene ritirata formalmente, la capacità resta bloccata a suo nome. Nemmeno il contributo di prenotazione imposto da ARERA per scoraggiare le richieste speculative è bastato a fermare il fenomeno, che negli ultimi anni si è aggravato invece di attenuarsi.
Quanto pesa oggi questo effetto? Le richieste di allaccio in alta e altissima tensione per nuovi impianti rinnovabili sfiorano i 314 GW, mentre quelle per i sistemi di accumulo toccano i 289 GW: insieme, più del doppio di quanto servirebbe per centrare gli obiettivi italiani al 2030. Un'evidenza che da sola racconta quanto la vecchia logica avesse smesso di funzionare.
La logica capovolta: conta chi arriva prima all'autorizzazione
Fino a oggi la fila si formava all'ingresso: chi depositava la domanda per primo otteneva la priorità, indipendentemente da quanto quel progetto fosse davvero solido. Il decreto ribalta il criterio: la precedenza passa a chi ottiene per primo il titolo autorizzativo. Non conta più la data di presentazione della domanda, ma la data in cui il progetto dimostra concretamente di poter essere realizzato — il principio che nel settore si è già iniziato a chiamare First Permitted, First Connected, in contrapposizione al vecchio First Come, First Served.
La norma discende dall'articolo 7 del decreto Bollette (DL 20 febbraio 2026, n. 21, convertito con modificazioni dalla Legge 10 aprile 2026, n. 49), che aveva già indicato la direzione lasciando poi al MASE — sentita ARERA — il compito di scrivere le regole operative. È esattamente ciò che il decreto di settembre, dieci articoli in tutto, va a completare.
Il ruolo di Terna: mappare la rete e aprire le finestre di assegnazione
Il compito più delicato passa ora a Terna, che dovrà suddividere la rete in porzioni più piccole — le Microzone della Rete Trasmittente Nazionale — corrispondenti alle aree dove si concentrano i colli di bottiglia tecnici. Per ciascuna di queste porzioni, il gestore dovrà calcolare quanta capacità può essere realisticamente assegnata a nuovi progetti, mantenendo comunque una riserva pari ad almeno il 150% degli obiettivi 2030 per rinnovabili e accumuli, al netto di quanto già gestito dai distributori locali.
Questi dati confluiranno in un'offerta pubblica di punti di connessione — stazioni, sezioni, stalli disponibili — che Terna dovrà aggiornare e rendere visibile almeno una volta ogni tre mesi attraverso una finestra dedicata sul proprio portale: la Open Season.
Cosa cambia, in pratica, per chi sviluppa un progetto
Il percorso di uno sviluppatore cambia radicalmente rispetto al passato. Durante la Open Season si sceglie la soluzione di connessione più adatta e si ottiene un'attestazione iniziale, il lasciapassare per avviare l'iter autorizzativo dell'impianto.
Solo dopo arriva il Benestare tecnico di Terna sul progetto di connessione, che segna anche l'inizio dei termini per presentare la vera e propria domanda di autorizzazione. E solo quando il titolo autorizzativo è in mano — e comunicato tempestivamente a Terna — scatta l'assegnazione definitiva della capacità, la Riserva, in base all'ordine con cui le autorizzazioni vengono comunicate.
Chi si ferma prima di arrivare in fondo, semplicemente, restituisce lo spazio agli altri.
Chi è coinvolto davvero
Va detto con chiarezza: il meccanismo riguarda le connessioni in alta e altissima tensione, quindi impianti di taglia medio-grande allacciati direttamente alla rete di trasmissione — non il fotovoltaico residenziale, che continua a passare dal distributore locale in bassa tensione.
Ma l'effetto a cascata si farà sentire su tutta la filiera: liberare capacità oggi bloccata da progetti senza reale prospettiva significa, in teoria, tempi di risposta più realistici e meno sorprese quando si presenta una richiesta di connessione in una zona che sulla carta risultava satura. Il decreto non semplifica il percorso autorizzativo in sé, ma lo rende finalmente leggibile: sai cosa aspettarti, e quando.
Fonti: https://www.mase.gov.it/portale/-/energia-pichetto-firma-decreto-contro-saturazione-virtuale-rete, https://www.rinnovabili.it/energia/infrastrutture/saturazione-virtuale-della-rete-firma-decreto-ministeriale/