PUN alle stelle: +20% in un mese. Come mettere al riparo i costi energetici con un PPA
Il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia ha chiuso un altro mese in salita. Dal 6 ottobre al 6 novembre 2026 il PUN Index GME è passato da circa 233 a circa 281 €/MWh, e rispetto a un anno fa è più che raddoppiato. Per le imprese con contratti indicizzati è un costo che si scarica subito in bolletta. Per tutte le altre è il segnale che la stabilità del prezzo dell'energia va costruita, perché il mercato non la garantisce.
Un mese di rialzi, in numeri

Fonte: GME, PUN Index giornaliero dal 06/10 al 06/11/2026; valori letti dal grafico GME e arrotondati, verificati sui dati giornalieri pubblicati dove disponibili. Media di ottobre 2025: elaborazione Switcho su dati GME.
Il 6 ottobre il PUN valeva circa 233 €/MWh; un mese dopo siamo intorno a 281 €/MWh, oltre il 20% in più. La media della prima settimana era di circa 220 €/MWh, quella dell'ultima sfiora i 274: un aumento di un quarto in appena quattro settimane.
Colpisce anche la volatilità: tra il minimo dell'11 ottobre (182 €/MWh, una domenica a bassa domanda) e il picco del 2 novembre (282,30 €/MWh) ci sono 100 €/MWh di differenza. Per chi compra energia a prezzo variabile vuol dire bollette difficili da prevedere da un mese all'altro.
Il dato più forte arriva però dal confronto con l'anno scorso: la media di ottobre 2026 si è chiusa a circa 231 €/MWh, più del doppio dei circa 111 €/MWh di ottobre 2025. E a gennaio 2026 la media era ancora intorno ai 133 €/MWh.
Perché il prezzo sale
In Italia il prezzo della borsa elettrica è fissato, ora per ora, dall'ultimo impianto chiamato a coprire la domanda, e quasi sempre si tratta di una centrale a gas. Per questo ogni rialzo del gas si trasferisce in modo diretto e immediato sul PUN, anche per l'energia prodotta da fonti che di gas non ne usano.
A questo si aggiunge la stagione: con l'arrivo dell'inverno salgono i consumi, cala la produzione solare e aumentano le ore in cui servono le centrali termiche. Il rialzo di queste settimane si somma a una tendenza che dura da tutto il 2026: gennaio, aprile, luglio, agosto e settembre hanno chiuso con aumenti, fino al massimo di ottobre.
Nessuno può prevedere con certezza dove sarà il PUN fra sei mesi. Ma un'impresa non può basare il budget energetico su un prezzo che in un solo mese oscilla di 100 €/MWh.
Quanto pesa su un'azienda
Facciamo un esempio. Prendiamo un'impresa manifatturiera che consuma 5 GWh di elettricità l'anno, un profilo comune per uno stabilimento di medie dimensioni:
- ogni 10 €/MWh in più sul prezzo all'ingrosso costano circa 50.000 € l'anno;
- il solo rialzo dell'ultimo mese, circa 54 €/MWh tra la media della prima e quella dell'ultima settimana, se si mantenesse varrebbe circa 270.000 € l'anno;
- rispetto ai livelli di inizio 2026 (circa 133 €/MWh) la differenza supera i 140 €/MWh, cioè oltre 700.000 € l'anno sulla sola componente energia.
Sono cifre che possono cambiare il margine di un prodotto, la competitività sui mercati esteri o la sostenibilità di un investimento.
La risposta: un impianto fotovoltaico con PPA
Il PPA (Power Purchase Agreement) è un contratto di lungo periodo, in genere tra 10 e 20 anni, con cui un'azienda acquista l'energia prodotta da un impianto rinnovabile dedicato a un prezzo concordato oggi. Con il fotovoltaico a terra il meccanismo è particolarmente efficace:
- Prezzo prevedibile per anni. Il costo dell'energia non dipende più dalle oscillazioni giornaliere della borsa elettrica: il budget energetico diventa un numero certo.
- Nessun legame con il gas. Un impianto solare non brucia combustibile: una volta costruito, il suo costo di produzione non risente delle crisi del gas che oggi spingono in alto il PUN.
- Nessun investimento iniziale. L'impianto è sviluppato, finanziato e gestito dal produttore; l'azienda si impegna solo ad acquistare l'energia.
- Produzione nelle ore di lavoro. Il fotovoltaico produce di giorno, quando gli stabilimenti consumano di più.
- Energia rinnovabile certificata. Le garanzie d'origine aiutano a ridurre le emissioni dichiarate e a rispondere alle richieste di clienti, banche e rendicontazione di sostenibilità.
Va detto con chiarezza: un PPA non è una scommessa sul prezzo. Se in futuro il mercato scendesse, l'azienda continuerebbe a pagare il prezzo concordato. Il valore del PPA è proprio questo: certezza al posto della volatilità, con un prezzo fissato oggi che, ai livelli attuali del PUN, rappresenta una protezione concreta contro ulteriori rincari.
Proteggersi adesso, non al prossimo rincaro
I tempi per sviluppare un impianto e firmare un PPA si misurano in mesi, non in giorni: chi inizia a valutarlo ora si mette nelle condizioni di avere un prezzo stabile prima del prossimo picco.
Noi di Sunsolution sviluppiamo impianti fotovoltaici a terra e affianchiamo le aziende in due modi:
- Hai un terreno inutilizzato accanto allo stabilimento? Lo valutiamo per installarci un campo fotovoltaico dedicato, che produce energia a pochi metri da dove viene consumata.
- Non hai spazio disponibile? Puoi scegliere uno dei terreni idonei che abbiamo già selezionato e acquistare l'energia prodotta dall'impianto tramite PPA.
Contattaci per una valutazione gratuita del tuo profilo di consumo: analizziamo insieme la soluzione più adatta alla tua impresa e quanto vale per te un prezzo dell'energia stabile nel lungo periodo.
Fonti: GME – Gestore dei Mercati Energetici, PUN Index giornaliero (mercatoelettrico.org). Gli esempi di costo sono indicativi e calcolati sulla sola componente energia all'ingrosso.