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11 Agosto 2026

UE pronta a tassare l’elettricità meno del gas: cosa cambia in bolletta

Per anni l'Europa ha chiesto a famiglie e imprese di elettrificare consumi, riscaldamento e mobilità, mentre il proprio sistema fiscale remava nella direzione opposta: in gran parte degli Stati membri, l'elettricità è tassata più del gas, il combustibile che dovrebbe sostituire. A dirlo, per la prima volta in modo esplicito, è la stessa Commissione Europea, che il 17 luglio 2026 ha pubblicato l'Electrification Action Plan (COM(2026) 595), riconoscendo una distorsione che l'industria delle rinnovabili denunciava da anni.

Cosa dice il nuovo piano della Commissione

Nel documento, la Commissione certifica che, considerando tutte le componenti fiscali, l'elettricità costa in media quasi tre volte di più del gas per le imprese europee e circa due volte e mezza di più per le famiglie. Per correggere questo squilibrio, il piano fissa alcuni obiettivi precisi:

  • portare il rapporto tra prezzo dell'elettricità e prezzo del gas a un massimo di 2,5 per le famiglie e di 2 per le imprese entro il 2030
  • aumentare la quota di elettricità nei consumi energetici finali dal 23% attuale al 32% entro il 2030 e al 46% entro il 2040
    tagliare la bolletta delle importazioni fossili dell'UE fino a 260 miliardi di euro l'anno entro il 2040, riducendo le importazioni di gas di oltre il 70%

Il principio guida, per la prima volta scritto in modo esplicito in un documento della Commissione, è semplice: l'elettricità non dovrebbe essere tassata più del gas.

Come cambierà (davvero) la tassazione

È qui che serve una lettura attenta, perché la portata immediata della misura è più limitata di quanto il titolo suggerisca. L'Electrification Action Plan è una comunicazione, non un regolamento vincolante: fissa la direzione politica, non impone da sola nuove aliquote nazionali.

La leva più concreta è un'altra: insieme alla Comunicazione, la Commissione ha presentato anche una proposta legislativa sugli oneri di rete, che include una clausola specifica sul differenziale fiscale tra elettricità e gas. Questa proposta segue l'iter legislativo ordinario, con approvazione a maggioranza qualificata di Parlamento e Consiglio, un percorso più rapido rispetto alla revisione della Direttiva sulla tassazione energetica (2003/96/CE), che invece richiede l'unanimità dei 27 ministri delle finanze e resta bloccata in Consiglio da anni.

In parallelo, il pacchetto interviene anche sugli oneri di rete, che rappresentano circa un quarto della bolletta elettrica media, introducendo tariffe legate alle fasce orarie di consumo e l'obiettivo di dotare di contatori intelligenti almeno il 50% degli utenti entro il 2030 e il 65% entro il 2033.

Alcuni Paesi si sono già mossi autonomamente: la Francia ha avviato un proprio piano nazionale di elettrificazione, pur mantenendo un'accisa sull'elettricità ancora quasi doppia rispetto a quella sul gas; Paesi Bassi e Belgio stanno riequilibrando le proprie aliquote; la Danimarca ha ridotto l'accisa elettrica per le famiglie con pompa di calore.

Perché l'Italia ha più da guadagnare da questa riforma

Il divario tra prezzo dell'elettricità e prezzo del gas non pesa allo stesso modo in tutti i Paesi europei. In Italia il prezzo dell'elettricità è stato determinato dal costo del gas in circa l’89% delle ore nell'ultimo anno, contro appena il 15% in Spagna, dove la forte penetrazione di eolico e fotovoltaico ha già scollegato in larga parte il prezzo della corrente da quello del metano. Questo spiega perché i prezzi elettrici all'ingrosso spagnoli si siano attestati in media circa il 30% sotto la media europea nella prima metà del 2025.

Per un sistema come quello italiano, ancora molto dipendente dal gas per la generazione elettrica nelle ore di punta, un riallineamento della tassazione a favore dell'elettricità avrebbe un impatto potenzialmente più significativo che in Paesi già meno esposti a questa dinamica.

Cosa cambia in bolletta, oggi

La risposta onesta è: nel breve termine, poco o nulla. Il principio è stato scritto, ma la sua applicazione dipende da un processo legislativo europeo che richiederà mesi se non anni, e da scelte fiscali che restano in capo ai singoli governi nazionali, Italia compresa. La parte del pacchetto più vicina all'attuazione pratica resta quella sugli oneri di rete e sui contatori intelligenti, mentre la vera e propria correzione dell'aliquota fiscale sull'elettricità è un obiettivo di medio periodo.

Perché conviene comunque investire nell'autoconsumo già oggi

In attesa che la riforma fiscale europea produca effetti concreti sulle bollette, la leva più immediata per ridurre l'esposizione a questa distorsione resta l'autoconsumo. L'energia autoprodotta con un impianto fotovoltaico non è soggetta agli stessi oneri di rete e alle stesse componenti fiscali dell'elettricità prelevata dalla rete pubblica, e mette al riparo aziende e famiglie tanto dalla volatilità del prezzo del gas quanto dallo squilibrio fiscale che la Commissione stessa ha appena riconosciuto.

Se la tua azienda vuole valutare quanto un impianto fotovoltaico possa ridurre oggi la dipendenza dalle dinamiche di prezzo di rete, il team di Sunsolution è a disposizione per un'analisi tecnica ed economica gratuita.

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