Quali sono i requisiti per installare un impianto fotovoltaico a terra in Italia: guida completa normativa e tecnica
L’installazione di un impianto fotovoltaico a terra in Italia è una delle soluzioni più interessanti per la produzione di energia rinnovabile su scala industriale e agricola. Tuttavia, rispetto agli impianti su tetto, questo tipo di installazione è soggetto a una normativa molto più articolata, che coinvolge vincoli urbanistici, ambientali, paesaggistici e requisiti tecnici specifici.
Negli ultimi anni il quadro regolatorio è cambiato in modo significativo, soprattutto con l’introduzione del Decreto Aree Idonee (DM 21 giugno 2024), che ha definito criteri uniformi per l’individuazione dei territori utilizzabili per impianti a fonti rinnovabili. Questo decreto, insieme alle norme precedenti del D.Lgs. 199/2021 e alle successive restrizioni sulle aree agricole, rappresenta oggi il riferimento principale per chi vuole realizzare un impianto fotovoltaico a terra in Italia.
In questo articolo analizziamo in modo chiaro e completo tutti i requisiti necessari: normativi, tecnici, urbanistici e ambientali.
Il quadro normativo di riferimento
Per comprendere i requisiti di installazione di un impianto fotovoltaico a terra è fondamentale partire dalla normativa.
Il sistema italiano si basa su tre pilastri principali:
- D.Lgs. 199/2021, che ha recepito le direttive europee sulla promozione delle rinnovabili
- Decreto Aree Idonee (DM 21 giugno 2024), che definisce criteri omogenei per individuare le aree idonee e non idonee
- Normative regionali, che dettagliano l’applicazione sul territorio
Il Decreto Aree Idonee è particolarmente importante perché introduce una distinzione fondamentale tra:
- aree idonee (iter autorizzativo semplificato)
- aree non idonee (forti limitazioni o divieti)
- aree ordinarie (iter standard)
Inoltre, il decreto si inserisce nel contesto degli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione, che prevedono un forte aumento della capacità rinnovabile entro il 2030.
Requisito n.1: la disponibilità di un’area idonea
Il primo requisito per installare un impianto fotovoltaico a terra è la localizzazione corretta del sito.
Le aree considerate idonee includono principalmente:
- cave e miniere dismesse
- siti industriali abbandonati o degradati
- discariche chiuse o bonificate
- aree industriali e produttive esistenti
- superfici vicino a infrastrutture (autostrade, ferrovie, aeroporti)
In particolare, il decreto identifica come idonee anche alcune aree limitrofe alle infrastrutture, come quelle entro circa 300 metri dalle autostrade, oppure zone già compromesse da attività antropiche.
Questo requisito è fondamentale perché in Italia il consumo di suolo agricolo è fortemente limitato.
Requisito n.2: vincoli paesaggistici e ambientali
Uno degli aspetti più restrittivi riguarda i vincoli paesaggistici e ambientali.
Non è possibile installare impianti fotovoltaici a terra in:
- aree protette (parchi nazionali e regionali)
- siti Natura 2000
- zone con vincoli paesaggistici ai sensi del Codice dei Beni Culturali
- aree con valore storico o archeologico
Il DM Aree Idonee stabilisce inoltre che molte di queste zone sono automaticamente classificate come non idonee, con possibilità di fasce di rispetto anche molto ampie attorno ai beni tutelati.
Questo significa che anche se un terreno è disponibile, non è detto che sia autorizzabile.
Requisito n.3: compatibilità urbanistica del terreno
Dal punto di vista urbanistico, il terreno deve essere compatibile con la destinazione d’uso prevista.
Le principali condizioni sono:
- coerenza con i piani urbanistici comunali (PRG o PUG)
- assenza di vincoli agricoli produttivi nei casi vietati dalla legge
- classificazione del suolo compatibile con impianti energetici
Un elemento chiave introdotto negli ultimi anni è il divieto di installazione su suoli agricoli produttivi, salvo casi specifici come:
- agrivoltaico
- impianti su terreni marginali o degradati
- progetti PNRR o comunità energetiche
Questo limite è stato rafforzato per evitare la conversione massiva di terreni agricoli in campi fotovoltaici.
Requisito n.4: autorizzazioni amministrative
Un impianto fotovoltaico a terra richiede sempre un iter autorizzativo, che può variare in base alla potenza e alla localizzazione.
Le principali procedure sono:
1. Procedura semplificata (PAS)
Utilizzata per impianti di dimensioni medio-piccole o in aree idonee.
2. Autorizzazione Unica (AU)
Obbligatoria per impianti di grande scala (tipicamente industriali o utility scale).
Questa procedura coinvolge:
- Regione o Provincia
- Comune
- enti ambientali e paesaggistici
- gestore della rete elettrica
L’Autorizzazione Unica è il passaggio fondamentale per la costruzione e l’esercizio dell’impianto.
Requisito n.5: connessione alla rete elettrica
Un impianto fotovoltaico non è operativo senza la connessione alla rete.
Il gestore di rete (come e-distribuzione o Terna, a seconda della tensione) valuta:
- capacità di trasporto della rete
- disponibilità di punti di connessione
- eventuali interventi di adeguamento infrastrutturale
Questo aspetto è spesso uno dei principali colli di bottiglia nello sviluppo dei grandi impianti, soprattutto nelle aree già sature.
Requisito n.6: studio di impatto ambientale (quando necessario)
Per impianti di grandi dimensioni può essere richiesto uno Studio di Impatto Ambientale (SIA).
Lo SIA valuta:
- impatto su paesaggio e biodiversità
- consumo di suolo
- effetti su fauna e flora
- eventuali interferenze con l’ecosistema locale
Nei casi più complessi è necessaria anche la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Requisito n.7: caratteristiche tecniche del progetto
Oltre agli aspetti normativi, un impianto fotovoltaico a terra deve rispettare precisi requisiti tecnici:
- corretta esposizione e inclinazione dei moduli
- assenza di ombreggiamenti significativi
- studio della producibilità energetica
- progettazione elettrica conforme alle norme CEI
- sistemi di sicurezza e protezione
Inoltre, la progettazione deve essere effettuata da tecnici abilitati, secondo le normative vigenti in materia di impianti elettrici.
Requisito n.8: rispetto delle distanze e delle fasce di rispetto
Un altro elemento fondamentale riguarda le distanze minime da:
- abitazioni
- infrastrutture
- beni tutelati
- confini di proprietà
Il Decreto Aree Idonee prevede inoltre fasce di rispetto che possono arrivare fino a diversi chilometri per beni particolarmente sensibili.
Questo rende fondamentale una fase preliminare di analisi territoriale molto accurata.
Requisito n.9: agrivoltaico come alternativa consentita
Un elemento sempre più importante è il modello agrivoltaico, che consente l’installazione dei pannelli sopra terreni agricoli senza interrompere completamente l’attività agricola.
In questo caso, i requisiti principali sono:
- mantenimento della produzione agricola
- altezza dei moduli adeguata alla coltivazione
- integrazione tra produzione energetica e agricola
L’agrivoltaico è oggi una delle soluzioni più incentivate dal PNRR.
Conclusione: un equilibrio tra energia e territorio
I requisiti per installare un impianto fotovoltaico a terra in Italia sono il risultato di un equilibrio complesso tra:
- sviluppo delle energie rinnovabili
- tutela del territorio agricolo
- salvaguardia del paesaggio
- sostenibilità ambientale
In sintesi, non basta avere un terreno disponibile: è necessario verificare la sua idoneità normativa, ambientale e urbanistica, oltre alla fattibilità tecnica e alla possibilità di connessione alla rete.
Il futuro del settore si sta orientando sempre più verso:
- recupero di aree industriali dismesse
- valorizzazione di siti compromessi
- sviluppo dell’agrivoltaico
Un modello che punta a rendere il fotovoltaico a terra non solo una fonte energetica strategica, ma anche uno strumento di riqualificazione territoriale.
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