Credito d’Imposta Transizione 5.0: Requisiti, Modalità di Accesso e Nuovo Quadro Normativo 2026
Negli ultimi anni il sistema degli incentivi fiscali per le imprese ha assunto un ruolo sempre più strategico nel sostenere la trasformazione digitale ed energetica del tessuto produttivo italiano. In questo contesto, il Credito d’Imposta Transizione 5.0 ha rappresentato, nel biennio 2024-2025, uno degli strumenti più rilevanti per incentivare investimenti orientati all’innovazione tecnologica, all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale.
La misura ha avuto un impatto significativo soprattutto per le imprese che hanno investito in impianti fotovoltaici per autoconsumo, sistemi di monitoraggio energetico, digitalizzazione dei processi produttivi e ammodernamento degli impianti industriali. Grazie al credito d’imposta, le aziende hanno potuto compensare una quota rilevante degli investimenti effettuati tramite modello F24, migliorando la sostenibilità finanziaria dei progetti e riducendo i tempi di rientro economico.
Tuttavia, il quadro normativo è destinato a cambiare in modo sostanziale. Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199), il legislatore ha introdotto una profonda revisione del sistema di agevolazioni fiscali sugli investimenti tecnologici. A partire dal 1° gennaio 2026, infatti, i crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0 vengono superati e sostituiti dal ritorno di uno strumento già noto alle imprese: la maggiore deduzione fiscale tramite iperammortamento.
1. Il Credito d’Imposta Transizione 5.0: una misura chiave per la doppia transizione
Il Credito d’Imposta Transizione 5.0 nasce con un obiettivo chiaro: incentivare investimenti che producano una riduzione misurabile dei consumi energetici, integrando al tempo stesso la digitalizzazione dei processi produttivi.
La misura si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025 ed è riconosciuta in percentuale sull’investimento ammesso, con aliquote variabili in funzione dei risultati energetici conseguiti. A differenza delle precedenti agevolazioni, Transizione 5.0 lega in modo diretto il beneficio fiscale all’effettivo miglioramento delle performance energetiche dell’impresa.
Caratteristiche principali della misura
Il credito d’imposta Transizione 5.0 si distingue per alcune caratteristiche fondamentali:
- Accesso esteso a tutte le imprese italiane, senza limiti dimensionali o settoriali e indipendentemente dalla forma giuridica;
- Obbligo di riduzione dei consumi energetici, pari almeno al 3% della struttura produttiva oppure al 5% del processo produttivo interessato;
- Aliquote differenziate, che possono arrivare fino a un massimo del 45% dell’investimento, in base alle soglie di spesa e ai livelli di risparmio energetico conseguiti;
- Utilizzo del credito in compensazione F24, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate;
- Certificazioni ex ante ed ex post, rilasciate da professionisti abilitati, per attestare il risparmio energetico previsto e quello effettivamente realizzato.
Grazie a questa impostazione, Transizione 5.0 ha rappresentato una vera e propria “incubatrice fiscale” per progetti integrati, in cui impianti fotovoltaici, sistemi di automazione, sensoristica e software di monitoraggio energetico lavorano insieme all’interno di un piano strutturato di transizione digitale ed energetica.
2. Le novità della Legge di Bilancio 2026: ritorna l’iperammortamento
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, il sistema di incentivi cambia radicalmente. Il legislatore ha scelto di abbandonare il modello del credito d’imposta per gli investimenti tecnologici, introducendo nuovamente il regime dell’iperammortamento per gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026.
Si tratta di una svolta importante, che segna il passaggio da un incentivo “a credito” a uno strumento basato sulla deduzione fiscale potenziata.
Cos’è l’iperammortamento 2026
L’iperammortamento 2026 consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile dei beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, rispetto all’ammortamento ordinario.
In termini pratici:
- non viene riconosciuto un credito d’imposta immediatamente compensabile;
- l’impresa beneficia invece di una maxi-deduzione extracontabile, che aumenta le quote di ammortamento deducibili ai fini fiscali nel corso degli esercizi.
Questo meccanismo consente di ridurre l’imponibile IRES e IRAP nel tempo, migliorando il ritorno fiscale complessivo dell’investimento.
Ambito temporale di applicazione
Il nuovo iperammortamento si applica:
- agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028;
- è prevista una proroga fino al 30 giugno 2027 per gli investimenti ordinati entro il 31 dicembre 2025, a condizione che sia stato versato un acconto pari almeno al 20% del costo.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per le imprese che stanno pianificando investimenti a cavallo tra il 2025 e il 2026.
3. Regole e vantaggi dell’iperammortamento: come funziona
Il nuovo regime prevede tre scaglioni di maggiorazione fiscale, legati all’ammontare complessivo dell’investimento:
- Fino a 2,5 milioni di euro: maggiorazione del 180%, con un beneficio fiscale stimato pari al 43,2% (considerando IRES al 24%);
- Da 2,5 a 10 milioni di euro: maggiorazione del 100%, con beneficio fiscale del 24%;
- Da 10 a 20 milioni di euro: maggiorazione del 50%, con beneficio fiscale del 12%.
Un esempio pratico
Se un’impresa acquista un bene strumentale dal valore di 100.000 euro, con un’aliquota ordinaria di ammortamento del 20%, grazie all’iperammortamento il costo deducibile complessivo può arrivare fino a 280.000 euro.
Questo significa una riduzione significativa del carico fiscale nel tempo, pur in assenza di un credito d’imposta immediato.
4. Soggetti e beni agevolabili
Il nuovo iperammortamento si applica ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il paradigma 4.0.
Beni ammessi all’agevolazione
Rientrano nell’agevolazione:
- beni materiali e immateriali strumentali nuovi, inclusi negli allegati normativi di riferimento;
- beni destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, come impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.
Per quanto riguarda il fotovoltaico, la normativa specifica che sono agevolabili solo gli impianti realizzati con moduli conformi alle caratteristiche tecniche previste dal D.Lgs. 181/2023, un aspetto che rende fondamentale la corretta selezione tecnologica in fase progettuale.
Soggetti esclusi
Rispetto al precedente regime Transizione 5.0, il nuovo iperammortamento esclude alcune categorie, tra cui:
- imprese agricole;
- società semplici;
- soggetti in regime forfettario;
- altre tipologie escluse dalla disciplina fiscale.
5. Regime operativo e requisiti procedurali
Anche per l’iperammortamento 2026 è prevista una gestione strutturata delle comunicazioni, tramite la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
Le imprese sono tenute a presentare:
- comunicazioni telematiche standardizzate sugli investimenti effettuati;
- certificazioni tecniche che attestino la natura agevolabile dei beni e la loro interconnessione ai sistemi aziendali.
È inoltre confermata la cumulabilità con altri incentivi nazionali ed europei, a condizione che il totale delle agevolazioni non superi il costo complessivo sostenuto per l’investimento.
6. Implicazioni strategiche per il settore fotovoltaico
Per le imprese che operano nel fotovoltaico industriale e nel settore energetico, il nuovo scenario normativo impone una valutazione strategica accurata.
Pianificazione degli investimenti
- Gli investimenti in impianti fotovoltaici per autoconsumo realizzati entro il 31 dicembre 2025 possono ancora accedere al Credito d’Imposta Transizione 5.0, se rispettati i requisiti di ordine e acconto;
- Gli investimenti successivi rientreranno invece nel regime di iperammortamento, con un beneficio fiscale distribuito nel tempo.
Efficienza energetica vs vantaggio fiscale
- Transizione 5.0 premiava in modo diretto la riduzione certificata dei consumi energetici;
- L’iperammortamento valorizza invece la qualità e il valore dell’investimento tecnologico, senza l’obbligo di certificare specifici risparmi energetici.
Conclusioni
Il Credito d’Imposta Transizione 5.0 ha rappresentato fino al 2025 uno strumento estremamente efficace per sostenere investimenti in innovazione tecnologica ed efficienza energetica, in particolare nel fotovoltaico industriale.
Con la Legge di Bilancio 2026, il sistema di incentivi evolve, affidando il sostegno fiscale agli investimenti al nuovo iperammortamento, con maggiorazioni fino al 180% del costo dei beni strumentali interconnessi, inclusi impianti per la produzione e l’autoconsumo di energia.
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