Dal permitting alla connessione: l’obiettivo è la produzione massima
Il permitting e la connessione alla rete sono le fasi che decidono davvero il rendimento di un impianto fotovoltaico.
In Sunsolution ne abbiamo parlato con Andrea Cremaschi, founder e CCO, in un’intervista rilasciata a Solare B2B, in cui ha fatto il punto su gestione del rischio, permitting, connessioni e strategie di fornitura per gli impianti utility scale.
In Sunsolution vantate una gestione “zero imprevisti”. Di cosa si tratta?
«Quello che ci interessa è andare in profondità laddove ci possono essere dei problemi nascosti, a partire dalla prima analisi del progetto», spiega Cremaschi.
“L’obiettivo è individuare per tempo le criticità che potrebbero tradursi in sopravvenienze negative durante lo sviluppo, così da poter offrire al cliente una garanzia di Capex già nella fase iniziale. Un approccio che si sta rivelando decisivo per fidelizzare i clienti e dare continuità alla pipeline di progetti.”
Quali sono le principali aspettative dei clienti?
«Io dico sempre che i nostri clienti oggi non ci pagano per costruire e realizzare un impianto, ma per avere un impianto che funziona in modo ottimale con determinati parametri di producibilità.
Da questo punto di vista il permitting diventa un nodo cruciale sia sulla parte di autorizzazioni secondarie, sia sulla parte di progettazione delle opere annesse che poi portano in produzione l’impianto. Se non si lavora con la massima cura dal permitting alla connessione, il rischio è quello di avere un impianto ben fatto, ma che non produce quanto potrebbe».
Sul FER X ci si aspettava un’apertura di tantissimi cantieri nella prima metà di quest’anno, ma l’impressione è che non sia andata così…
«Confermo. Il problema è che non sempre un progetto Ready to Build è anche un progetto cantierabile. Molte volte ci sono stati problemi legati alle connessioni. Attenzione: per chi investe non deve trascorrere troppo tempo tra l’esborso Capex e l’entrata in esercizio dell’impianto.
Questo ha spinto alcuni operatori a spostare in avanti l’inizio dei lavori in modo che fosse realisticamente a ridosso della ipotetica data di COD. Lo dirò in modo ancora più chiaro: se ci sono connessioni a 500-1000 giorni, l’investitore non spende i suoi soldi oggi per la costruzione quando sa che l’impianto entrerà in funzione molto tempo dopo. Questo secondo me è stato il problema principale di molti impianti del FER X».
A suo avviso la taglia dei grandi impianti utility scale potrà continuare a crescere ancora per tanti anni oppure a un certo punto arriveremo a un punto di saturazione?
«Oggi vediamo incertezza sul futuro a partire dal 2032. Fino ad allora lo spazio per i grandi impianti a terra continuerà a esserci. Poi… si vedrà.
Noi comunque stiamo già sviluppando delle alternative, ad esempio le soluzioni di floating. Non sottovalutiamo il revamping che sta incominciando a esprimere le sue piene opportunità: abbiamo in corso alcuni interventi in questo ambito che si portano quasi sempre dietro anche repowering e potenziamenti».
Quanto è importante la scelta del fornitore giusto?
«In Sunsolution scegliamo solo componenti Tier 1 che assicurano la bancabilità dei progetti. Messo questo alla base, la fornitura di componenti non è il solo terreno su cui costruiamo il nostro valore. Spesso lasciamo al cliente la Supply di moduli e inverter, purché noi possiamo avere un controllo sulla supply chain e sulla gestione di tutte tempistiche, a partire dell’approntamento della merce in cantiere»
Case Study: Larderello
Potenza
6,5 MWp
Produzione attesa annua
8,4 GWh
Tipologia pannelli
Moduli Bifacciali 720 Wp Tier 1 (nuovo impianto)
Tipologia impianto
Su ex discarica, zavorrato Landscape 2P fisso
Opere accessorie in carico
Opere di rete cavidotto 2 Km, Opere di gestione idraulica, Opere di gestione percolato
Nell’ambito della commessa, considerata la particolare natura del sito, un’ex discarica sulla quale è stato realizzato l’impianto, abbiamo realizzato e gestito una serie di opere e attività complementari, tra cui:
le opere di rete,
gli interventi di regimentazione idraulica delle acque,
le opere di monitoraggio,
la gestione dei percolati.
Inoltre ci siamo fatti carico dell’intero iter autorizzatorio, oltre che delle attività di monitoraggio e gestione del sito, assumendo quindi la responsabilità non solo della realizzazione dell’impianto, ma anche di tutte le problematiche tecniche, ambientali e autorizzative connesse alla commessa.
Per la realizzazione dell’impianto, abbiamo operato in modalità full EPC, occupandosi anche della fornitura dei pannelli e delle principali componenti.
«Tuttavia, l’elemento distintivo della nostra attività non è tanto la sola fornitura o installazione dei pannelli» spiega Andrea Cremaschi «quanto la capacità di gestire in maniera integrata tutte le complessità a corredo della commessa: dagli aspetti autorizzativi e ambientali alle opere accessorie, fino al monitoraggio e alla gestione del sito».
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