Iperammortamento, firmato il decreto attuativo: ecco cosa cambia per le imprese
Il nuovo Iperammortamento entra nella fase operativa. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha firmato il decreto attuativo che definisce regole, procedure e requisiti per accedere all’incentivo fiscale destinato agli investimenti in beni 4.0 e impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
Il provvedimento, atteso da mesi dalle imprese, dà attuazione al nuovo Piano Transizione 5.0 nella versione 2026-2028, che sostituisce il precedente credito d’imposta con un sistema basato sulla maggiorazione fiscale degli investimenti.
Tra le principali novità introdotte dal decreto ci sono nuove modalità di comunicazione obbligatoria al GSE, che diventano articolate in cinque passaggi successivi. Le imprese dovranno infatti trasmettere aggiornamenti in diverse fasi dell’investimento, dalla pianificazione iniziale fino alla realizzazione e alla rendicontazione finale, così da permettere un monitoraggio continuo dello stato di avanzamento dei progetti e dell’effettivo utilizzo delle risorse pubbliche.
Questo sistema più strutturato serve a migliorare il controllo sui flussi di spesa e a evitare che le risorse disponibili vengano esaurite troppo rapidamente, come accaduto in passato con alcune misure precedenti della Transizione 5.0, quando l’elevata domanda aveva portato a un rapido “click day” o comunque a una saturazione anticipata dei fondi.
Confermate anche le aliquote dell’Iperammortamento:
- maggiorazione del 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- maggiorazione del 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni
- maggiorazione del 50% tra 10 e 20 milioni di euro.
I limiti si applicheranno su base annuale e non sull’intero periodo agevolato.
Il decreto chiarisce inoltre alcuni aspetti tecnici sugli investimenti energetici. Per gli impianti rinnovabili destinati all’autoconsumo, la producibilità non potrà superare il 105% del fabbisogno energetico dell’azienda beneficiaria. Restano inoltre obbligatori moduli e celle prodotti nell’Unione europea per gli impianti fotovoltaici incentivati.
Sul fronte digitale, viene invece confermata l’esclusione dei software SaaS e delle soluzioni cloud dal perimetro dell’agevolazione, uno dei punti più contestati dalle imprese e dagli operatori del settore.
Secondo le anticipazioni emerse nelle ultime settimane, la piattaforma informatica del GSE per la gestione delle domande dovrebbe essere operativa entro fine maggio o nelle prime settimane di giugno. La dotazione finanziaria complessiva della misura è pari a circa 9,8 miliardi di euro.
La piattaforma informatica del GSE per la gestione delle domande dovrebbe essere attivata nelle prossime settimane. A completamento del quadro normativo, saranno inoltre pubblicate successivamente le regole operative che definiranno nel dettaglio modalità di accesso, tempistiche e procedure applicative della misura.